il cuore è una frattaglia.2

ovvero pane e cucina

cavolo!

Pubblicato da maruzzella su 17 Dicembre 2007

Ci sta come i cavoli a merenda, cioè a dire che la cosa in questione non c’entra affatto, è del tutto fuori luogo. Certo se uno pensa a quegli orribili odori che aleggiavano un tempo nei portierati, o in alcune case, le povere brassicacee, non solo mai a merenda, ma proprio mai in genere. Invece dentro un panino, una foglia croccante tra una fetta di arrosto e una di pomodoro, spennellata di senape, a merenda è sublime.

A me i cavoli piacciono da matti, e quelle puzze non le ho mai sentite nella mia cucina, solo odorini appetitosi. Sono una verdura straordinaria, molto saporita, e si abbinano con tutto: carne, pesce, funghi, pomodoro, formaggio, per non parlare delle spezie. Diventano un fantastico involucro per involtini e fagottini vari, vanno bene cotti e crudi, non hanno limiti. Le varietà principali sono il cavolo cappuccio e il cavolo verza, senza dimenticare l’ottimo cavolo nero. Non so il nome di quello fotografato, che è una via di mezzo tra le due, grande e leggermente schiacciato, e che in questo momento si trova abbondante sui banchi dei produttori locali qui a Roma. Tenero, dolce e croccante, è eccellente in insalata:  lo affetto sottilissimo e poi lo condisco con olio e balsamico, oppure con olio e carvi (il cumino dei prati o kummel, quello che i tedeschi usano per i crauti). Vicino a una carne stufata, o anche alla solita bistecca, leggermente appassito nel suo condimento, restituisce smalto a pietanze diventate troppo consuete.

Mia madre faceva i cavoli col pomodoro, robusto piatto di verdura che può tranquillamente diventare pietanza. In un tegame mettere i cavoli tagliati a listarelle, aglio, olio e pomodoro. Coperchio e il solito filo di fuoco. Con del formaggio e due olive sono una cena niente male.

7 Risposte a “cavolo!”

  1. jajo68 detto

    Io l’ho sempre chiamato semplicemente verza :-)
    Anche io lo taglio a striscioline sottili e lo facciocrudo con olive nere grosse e capperi, un filo d’olio, tanto pepe ed aceto balsamico. A volte aggiungo anche io un po’ di cumino (ma non a tutti piace). Oppure appena lessato e poi ripasato in padella con pepe ed aceto.

  2. adina detto

    il cavolo della tua foto sembra un cavolo cappuccio. in veneto si chiamano capusi, semplicemente, crudi e cotti, sempre perfetti. concordo pienamente sulla tua dissertazione del cavolo :-), lo amo anch’io, in tutti i modi e tutti i cavoli!

  3. Francesca detto

    la ricetta di tua madre la uso spesso anche con altri tipi di verdure invernali, sempre saporita, ottimo modo per insaporire le verdure, calda e accogliente per lo stomaco. Bella foto!

  4. maruzzella detto

    @Jacopo
    quello ripassato mi sembra interessante. Varianti romane…

    @Adina
    Il cavolo cappuccio per me è quello chiaro e liscio, con le foglie serratissime molto a palla. Come puoi vedere questo ha caratteristiche morfologiche che lo collocano a metà col cavolo verza. Cmq mi fa piacere che abbiamo tutte queste convergenze!

    @Francesca
    Grazie per la foto. Dedicherò un post a questa tecnica di cottura delle verdure, che a Roma è tradizionale.

  5. jajo68 detto

    Sono anni che non mangio una bella “tegamata” di cicoria (o bieda) col pomodoro…. Ve pòssino: mi avete fatto tornare la voglia :-D

  6. maruzzella detto

    @Jacopo
    Te pòssino: che aspetti a ffàttela?

  7. jajo68 detto

    Intanto comincio con il cavolo rosso di ieri sera (http://viaggi-cucina-e-io.blogspot.com/2007/12/cavoli-verze-e-frattali.html), poi oggi vado a fare spesa e se trovo una cicorietta….. :-D

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