la genovese
Pubblicato da maruzzella su Aprile 7, 2008

O meglio, la genovese alla napoletana. Non so proprio cosa c’entri con Genova, ma è un piatto della tradizione napoletana, ed è la versione con le cipolle del classico ragù. L’ideale per un pranzo familiare della domenica, quando attorno alla tavola si riunisce un po’ di gente, e dalla mia è molto apprezzato. Ve le ricordate le polpette? Ebbene, la tecnica è la stessa, l’unica differenza è che la carne è intera perciò i tempi di cottura variano di conseguenza.
Bisogna usare il campanello (a Roma lo chiamiamo così), cioè questo taglio, perchè ci vuole una carne nervosa che andrà stracotta 3 ore e più. Intero pesa circa 2 kg, quindi regolatevi, e legatelo ben stretto, dal momento che si presenta aperto. Avrete bisogno di una pentola per lunghe cotture di giusta misura, pari peso di cipolle affettate, due carote non troppo grandi e due coste di sedano - il tutto tritato, timo, alloro, olio evo, un mestolino di pomodoro, sale e pepe qb.

Cospargete il pezzo di sale, pepe un poco e timo. Mettetelo nella pentola sommerso dalle cipolle a cui avrete aggiunto il trito di sedano e carote e qualche foglia di alloro, poi l’olio e il pomodoro. Incoperchiate e mettete a cuocere con un filo di fuoco. Sono necessari due interventi: quando le cipolle si saranno ridotte di volume bisogna togliere la carne, dare una bella girata e rimettercela; e a due terzi di cottura se è necessario si dovrà trasferire tutto in una pentola più piccola perchè la carne dovrà sempre essere immersa nel liquido.
Ma non è finita. Con il meraviglioso, abbondantissimo sugo di cipolle che verrà fuori ci condiremo la pasta. Suggerisco un formato corto bello tosto tipo paccheri. E assolutamente niente formaggio.
Aprile 7, 2008 a 12:05 pm
Già, cara Maruzza, questa confusione dei nomi dei piatti andrà chiarita, prima o poi, che la nostra italica cucina ne è piena: questa magnifica genovese in realtà napoletana, ad esempio, la parmigiana di melanzane che con Parma centra poco o nulla, la pizza pugliese che al nord è celebre e con le cipolle e che in Puglia non sanno nemmeno cos’è, ed ora non me ne vengono in mente altre, ma potrebbe essere un simpatico esercizio di ricerca.
Come al solito la foto fa sciogliere le papille in bocca, data l’ora, peraltro.
Ah, ho messo i feed da me. Tanto per sapere.
M.
Aprile 7, 2008 a 1:07 pm
a casa del mio fidanzato (napoletano) una cosa del genere la chiamano ‘la carne al glas’ :)
Aprile 7, 2008 a 4:25 pm
Che meraviglia! Ma carne e cipolle vanno messe insieme a crudo? non si rosola nulla? niente soffritto?
Aprile 7, 2008 a 6:02 pm
@Martino
Parmigiana dovrebbe agganciare con Parmigiano, nel qual caso non fa una piega. Ho subito aprrofitato dei feed, sei già su bloglines.
@Sophia
Molto carino “al glas”. C’entra con la glassatura, le cipolle sono dolci, direi che rende l’idea.
@Ferrigno
Sissi. Niente rosolatura, niente soffritto, tutto a crudo. E la meglio cosa, indovina un po’ qual’è?
Aprile 8, 2008 a 8:27 am
Beh, sì, certo. Ma c’è qualche mattacchione che sostiene che “parmigiana” derivi dal termine siciliano “parmisciana”, che identifica le stecche delle persiane delle finestre, che la disposizione a strati delle fette di melanzana, parrebbe ricordare. Un po’ fantasioso, ma così sarebbe anche più comprensibile la dizione “parmigiana”, sostantivo piuttosto che “alla parmigiana”. Gli stessi sostengono poi che in origine non si usava il parmigiano, ma il pecorino. Ma sono voci non confermate… :-)
Besos.
M.
Aprile 8, 2008 a 9:55 am
Qual è ??? Suspance! (ah, anche in sicilia c’è il manzo “aggrassato” e so che ci sono parecchie cipolle)
@ martino:
non mi sorprenderebbe affatto. A Scoglitti, ameno paese di mare del ragusano, si fanno gli “spaghetti alla milanese”; trattandosi di un sughetto di alici, cipolle e pomodoro, con Milano non ha niente a che vedere. Abbiamo provato a farci dire il nome della ricetta da varie nonne, in lingua originale, e abbiamo concluso che “milanese” sarebbe una storpiatura di “maranese”. Di Marano ce n’è tante, ma almeno una dà sul mare.
Aprile 8, 2008 a 10:57 am
@Ferrigno
Ma la pasta! Il sugo è fantastico, essendo l’intima unione, debitamente aromatizzata, delle cipolle con gli umori della carne. Manteca per bene una buona pasta e il palato ringrazierà sentitamente.
Aprile 8, 2008 a 1:39 pm
ha un aspetto invitante… curiosa la storia del nome effettivanente, chissà perché si chiama così :-P devo decidermi a mangiare/cucinare più carne…!
Aprile 8, 2008 a 9:53 pm
Favlosa! Uno dei miei piatti preferiti. Per ora la mangio solo da mia madre… Prima o poi la farò anch’io. Anche noi la chiamiamo “genovese” ma tra i miei amici genovesi è sconosciuta ;)
Aprile 9, 2008 a 7:03 pm
seguo da tempo il tuo blog e non posso fare a meno di complimentarmi. soddisfo una tua curiosità rivelandoti l’origine della parola genovese. Attraverso studi storici (ebbene sì, la nostra cucina è ricca di tradizioni) si è scoperto che la ricetta prende il nome dal suo inventore, un cuoco il cui cognome era Genovese. Un’altra versione, di tradizione orale, invece narra che nel porto di napoli vi fosse un’osteria sempre popolata da genovesi e da qui nascerebbe il soprannome genovese attribuito al cuoco.
comunque la ricetta è ottima, prova a passare al setaccio le cipolle e ad unirle a della pasta. una goduria!!
paola
Aprile 10, 2008 a 8:02 am
@Paola
Grazie per il contributo etimologico, che apprezzo in modo particolare. Penso che, come ha già detto qualcun altro, le parole sono importanti.
Sulla parmigiana.
Si dice parmigiana di melanzane, ma anche melanzane alla parmigiana. Come pure parmigiana di zucchine e zucchine alla parmigiana. Vale anche con altre verdure. Il termine parmigiana dovrebbe perciò indicare una tecnica di cottura che nell’uso assume valore sia di sostantivo che di “aggettivo” (che non è aggettivo, dovrei guardare la mia grammatica e ora non ho tempo).
Aprile 11, 2008 a 11:25 am
Ancora una domanda. Dici che la carne deve essere sempre coperta di liquido, però in pentola metti solo carne cipolle sedano e carote. E’ giusto così? Si forma un’acqua di cottura?
Aprile 11, 2008 a 2:49 pm
@Ferrigno
E pure parecchia. Calcola tutta quella che perde la carne, che è tanta - considerata la ritenzione idrica forzata a cui vengono sottoposti gli animali; più quella delle cipolle, anch’esse aquosisissime. Io non ho aggiunto un filo di liquido! Puoi fare una prova iniziale con 1/2 kg di carne e vedi cosa succede.
Aprile 14, 2008 a 8:38 pm
il campanello è uno dei tagli migliori per queste cotture perchè ha sia una parte “gelatinosa” che una parte magra.
La prossima volta cmq potresti provare tagli più “magri” ma sempre adatti a cotture lunghe tipo fascia di pezza (o codone) oppure anche il piccione (capello del prete).
Se sei amante della “gelatina” anche un bel muscolo va bene…
-ho riferito questi consigli a te ma ovviamente non ne hai bisogno (anzi secondo me devo imparare molto da te) ho voluto scriverli a carattere generale anche per chi legge :)) -
ciao
Aprile 15, 2008 a 2:15 pm
@Stefano
Ci vediamo prestissimo in negozio :-)
Ciao
Aprile 24, 2008 a 8:48 pm
assomiglia vagamente alla francesina, il lesso rifatto con le cipolle toscano. ti torna? consumazioneobbligatoria
Aprile 25, 2008 a 5:08 pm
@Consumazioneobbligatoria
Mica tanto. Non sono paragonabili, in comune hanno solo il manzo e le cipolle. E’ diverso il pensiero che c’è dietro, l’approccio gustativo. Non ho mai mangiato la francesina, ma ti assicuro che battere la genovese è difficile.
Maggio 8, 2008 a 1:12 pm
Un suggerimento per una genovese fusion: aggiungere un pizzico si cannella
@ maruzzella
Dissento con niente armigiano … anzi … e sopratutto pepe nero a manetta
Maggio 8, 2008 a 3:31 pm
@Fabrizio C
Benissimo il pepe nero, però senza esagerare che copre, e anche la cannella. Per il Reggiano al massimo qualche scaglia a bordo piatto per guarnire (del resto alla fine ognuno se la aggiusta come preferisce):)