pizza di scarola
Pubblicato da maruzzella su Aprile 12, 2008

Proseguo in tema di napoletanità con questo classico che è tra le cose di cui sono veramente golosa, e che ho, di conseguenza, imparato a fare abbastanza presto. Se dovessi scegliere un piatto che identifica la mia cultura mediterranea, la pizza di scarola, summa di meridionalità, sarebbe forse al primo posto. Appartiene a quel tipo di preparazioni (come i ravioli) in cui un equilibrato rapporto tra contenuto, cioè la verdura, e contenitore, cioè la pasta, è determinante per un buon risultato. Non solo quindi è fondamentale lo spessore di quest’ultima, ma anche il diametro della teglia. Che qui, ad esempio è troppo grande. Ci voleva più verdura, oppure una teglia più piccola. E’ infatti un piatto semplice solo in apparenza, con il ripieno che ha già una sua complessità, e va inserito dentro in impasto lievitato. La scarola poi, leggermente amarognola, è il supporto ideale per accogliere la tavolozza di sapori composta da aglio, olio, alici salate, olive di Gaeta, capperi e uva passa, e che è riduttivo definire semplicemente condimento, perchè determina la struttura del piatto. La chiave dell’equilibrio è in ogni caso l’uvetta, la nota dolce che bilancia i preponderanti amaro e salato.
Io preferisco dividere l’esecuzione in due giorni. Per la pasta lievita seguo la ricetta del pane di Como (più qualche cucchiaio d’olio) avviando la biga il primo giorno. Contemporaneamente taglio a striscette 3 mazzi di scarola di medie dimensioni, li sciacquo e li sbollento, scolo e metto da parte. In una padella faccio dorare 4 spicchi d’aglio che pesto al mortaio aiutandomi con del sale grosso, e rimetto dentro insieme a 60 gr. di alici salate ben tritate, 4 cucchiai di olive di Gaeta grossolanamente tritate, 2 cucchiai di capperi, anch’essi tritati, e 2 cucchai di uva passa. Aggiungo la verdura e faccio andare a fuoco vivo fino a che non si è consumata tutta l’acqua prodotta dalla scarola. Assaggio, e se è necessario aggiusto. Faccio freddare e metto in frigorifero.
Il secondo giorno non resta che fare la pizza. Impasto e faccio lievitare la pasta, la stendo e fodero uno stampo da crostata di giusta dimensione. Confeziono la pizza avendo cura di bucherellare con una forchetta la superficie. 30 minuti di forno a 180° e aspetto che si freddi. Ritengo che la cottura a bianco (quella in cui si cuoce prima il fondo) non sia affatto necessaria se la pasta è ben lievitata e di spessore non eccessivo.
Aprile 13, 2008 a 8:35 am
che delizia la pizza di scarole…hai risvegliato con questo piatto in me…tanti ricordi…buona domenica:-)
Annamaria
Aprile 13, 2008 a 10:33 am
Hai ricevuto il premio Sale Y Pepe …passa da noi a ritirarlo! ;)
Aprile 13, 2008 a 12:31 pm
Ciao Maruzzella, come condivido questa tua passione! La scarola, per me che provengo dalla provincia di Salerno, rimane una delle verdure preferite: mi chiedo come mai però la sbollenti e poi la ripassi in padella e non la cuoci in padella direttamente. E poi non ho mai utilizzato l’uva passa, proverò. Sempre molto semplici, fattibili e saporite le tue ricette.
Aprile 13, 2008 a 9:33 pm
questa non la conoscevo…. però ne ho fatta una simile qualche giorno fa! Ciao Mara
Aprile 13, 2008 a 9:58 pm
@Annamaria
e buona settimana a te.
@Chiara
Arrivo!
@Maricler
Sbollentare - non bollire - la scarola è una questione pratica: per stufare tutta quella che riempie la vasca di un lavello mi ci vorrebbe una pignatta da mensa, e alla fine la dovrei in ogni caso traferire in padella. L’uvetta sarebbe facoltativa, ma per me è indispensabile perchè aggiunge complessità al sapore.
@Giovanna
E’ un classico, provala e mi saprai dire…
Aprile 14, 2008 a 10:30 am
Capito. Effettivamente mi hai fatto venire in mente tutti i goffi stratagemmi che uso per farci stare tutta la scarola in una padella: la presso, l’aggiungo lentamente, la mescolo compulsivamente… Buona giornata!
Aprile 14, 2008 a 8:32 pm
Buonissima questa “pizza” la versione a casa mia era più rustica, mia madre faceva la cicoria ripassata in padella e insieme quando farciva la pizza metteva pezzettini di prosciutto cotto e mozzarella.. da urlo..
Cmq anche la tua mi stuzzica parecchio da provare sopratutto per l’uvetta :)
Aprile 15, 2008 a 11:56 am
Bellissima questa tua ricetta. Splendida la riflessione sull’uvetta, contraltare dell’amaroglola scarola (ma ce ne sono ancora tanto amarognole nei supermercati?). Ma dimmi una cosa, please: come si deve comportare il “mediterraneo inside” con il richiamo delle sirene sui pinoli? Ce li metto o no?
Aprile 15, 2008 a 2:14 pm
@Giorgio
Grazie, ma il merito è tutto dei napoletani. Se puoi andare in un mercato rionale, basta che trovi il produttore e hai la migliore scarola doc. Per quanto riguarda i pinoli, qui non ci vanno, però se a te piace metterli, perchè no? Sarà la tua personale variante della pizza di scarola.
Aprile 15, 2008 a 2:35 pm
Ciao Mara, la faccio spesso anche io cuocendo la scarola in due “tappe”: 3 o 4 cespi riempiono la cucina :-D
Non teme confronti neanche con la Pastiera, i Babà o la Caprese…. :-D
Aprile 16, 2008 a 12:16 pm
mara cara, io mi trovo molto bene coi preimpasti del pane, poolish e biga. anche se serve iniziare uno-due giorni prima, mi danno soddisfazione. pochissimo lievito dentro e grandi risultati. questa pizza la devo provare, pare ottima, e lo sarà. :-))
Aprile 19, 2008 a 7:53 am
da nordica avrei bisogno di un chiarimento in merito alla scarola dato che ne esistono più qualità.
immagino non si tratti di quella riccia ma di quella normale
http://www.lospicchiodaglio.it/img/materieprime/scarola.jpg
la provo subito oggi, mi ispira troppo.
(sono alla ricerca di aglio buono che ultimamente lo trovo tutto puzzolente)
grazieee
ciao
lilli
Aprile 20, 2008 a 7:59 am
@Lilli
Mia cara, la scarola è esattamente quella della foto. Ce n’è anche una varietà con i cespi più verdi, stretti e lunghi, migliore per la cottura, ma più difficile da reperire. Per l’aglio dovresti pur trovarlo da qualche produttore.
Buona pizza!
Aprile 24, 2008 a 5:00 pm
ho comprato la scarola, ho capito quale erba fosse. :-) stasera faccio la pasta o simile. buon we mara!!!
Aprile 24, 2008 a 6:27 pm
@Adina
La ritengo una delle torte di verdura più buone. Mi raccomando poi ci vuole un post! :-)
Buon 25 aprile anche a te.