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un’introduzione

16 ottobre 2007

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, panem et circensem, pane al pane…e si potrebbe continuare tanta è l’importanza di questo alimento nella storia della nostra esistenza. Oggi è la giornata del pane e caso vuole che i prezzi ormai alle stelle siano di nuovo in prima pagina. A Roma si parla di cartello e l’Antitrust ha aperto un’inchiesta. Di nuovo sottolineo che nessuno parla di qualità. Bassa, bassissima.  E quindi i prezzi sono in realtà ancora più alti. Se ci aggiungiamo la quantità di chimica che ingeriamo tra pesticidi, anticrittogamici e antifungini, forse è ora di iniziare a farselo da soli.

Panifico a casa ormai da due anni utilizzando solo lievito madre e farine bio, e posso dire con orgoglio che il mio è veramente pane, non quello che si compra in giro (sempre fatte salve le dovute eccezioni). Il lievito, anzi, i lieviti sono diventati presto una passione. I primi tempi ci vuole molta caparbietà, provare e riprovare perchè l’impasto bisogna sentirlo, non esitono standard e l’esperienza è un elemento determinante per una una buona panificazione. E poi ci sono le farine. Ogni mulino richiede un aggiustamento ad hoc della ricetta e alcuni pani vogliono solo alcune farine. Insomma un mondo. Se non avete tempo per panificare c’è sempre la mdp, altrimenti conosciuta come macchina del pane. Non è il massimo, però si ottiene un pane mediamente buono, e sicuramente un risparmio.

 Il pane, proprio il nostro pane quotidiano, per me è quello della tradizione centro-meridionale, fatto solo con acqua, farina e sale, e spesso nemmeno col sale, all’uso toscano. Il pane per me è la pagnotta contadina che pesa un paio di kili, cotta magari a legna. A casa mi accontento di pezzature inferiori e di un normale forno elettrico ventilato. I panini invece sono un prodotto urbano moderno, come dice affettuosamente un amico pugliese, “le minchiette”. Leggete il commento del primo Armando a questo articolo. Non se abbiano a male i lettori del Nord, ma il pane non è il loro forte. In Alto Adige però lo fanno da sballo.

Questo post è un’introduzione. Non ci sono perciò le ricette che troverete in seguito. Rischia di andare veramente per le lunghe. I pani fotografati sono nell’ordine: rustico alla francese misto kamut, siciliano al sesamo, e toscano senza sale.

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8 commenti leave one →
  1. 16 ottobre 2007 11:38 am

    L’ho sempre detto che sei una grande cara maruzzella mia!!! ;-)))
    E questi pani ne sono la prova!
    un bacio grande W il WBD!!! E il pane fatto in casa!

  2. 16 ottobre 2007 1:06 pm

    è bellissimo questo pane, anche io lo faccio in casa col lievito madre ma sono ancora nella fase del “provare e riprovare”, e sono daccordo con te che al nord spesso il pane non è buono, per lo meno dalle mie parti in lombardia, non ho molta esperienza del pane del sud, ma trovo che sia molto buono anche in emilia, a modena e ferrara per esempio… ovviamente aspetto le ricette con ansia :-)

  3. 16 ottobre 2007 1:14 pm

    Esattamente come la fanciulla che ha scritto sopra, anch’io sono agli inizi con lievito madre… A volte i risultati del mio pane sono scoraggianti, altre volte meno. Io persisto e vedremo!
    Aspetto le ricette :-)))

  4. 16 ottobre 2007 5:43 pm

    Ci vuole costanza… tanta. Il mio lievitto madre dura niente non ricordo di rinnovarlo, mi dimentico di averlo…. devo cambiare mestiere e dedicarmi totalmente alle passioni ;)
    Bellissimi i tuoi pani.
    Ciao Cara, Loste

  5. maruzzella permalink
    16 ottobre 2007 7:53 pm

    A tutti grazie.

    @Loste.
    Come ti dimentichi?! Guarda che basta una serie di rinfreschi ogni 20 giorni, e lo puoi anche seccare. Ne vuoi un po’? :)

  6. 16 ottobre 2007 8:35 pm

    Ti sei salvata in corner. Anche qui abbiamo un buon pane, ma non come quello fatto in casa (o in risto).

  7. 17 ottobre 2007 1:39 pm

    che piacere rileggerti…
    e cmq me lo regali nuovamente un po’ di lievito? quell’altro è deceduto miseramente!

  8. 25 ottobre 2007 1:28 pm

    Questi post sono proprio….. pane per i nostri denti :-D

    Se potessi avere una cucina un po’ più grande per potermi sbizzarrire un po’…… :-( Ma è un buco 3 x 3 e quasi non c’entriamo neanche noi.

    Ti metto il link ad una recensione che avevo fatto un paio d’anni fa sul forum de la Cucina Italiana e che avevo poi ripreso sul mio blog: visto che c’è anche qualcun altro appassionato di lieviti… :-D

    http://viaggi-cucina-e-io.blogspot.com/2006/08/lieviti-la-gatta-mangiona-roma.html

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