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legislazione agricola

24 ottobre 2007

Sandra è intervenuta oggi con un post rallegrandosi per la nuova norma sui contenuti delle etichette dell’olio, in base alla quale bisogna dichiarare la provenienza di tutte le olive usate in frangitura. Nel commento 5 però Andrea spegne ogni entusiamo indirizzandoci qui. Non fate i pigri e andatevelo a leggere con molta attenzione. Essere informati sulle politiche agricole ci aiuta a capire come funziona il mercato agroalimentare e perchè mangiamo quello che mangiamo.

Vi consiglio di leggere:

http://www.agroecology.unibo.it/Italiano/RifPacCom.htm

http://www.altragricoltura.org/pac/default.htm

http://www.wwfitalia.it/agricoltura/pac.asp

http://www.foeeurope.org/agriculture/publications/position_italian.pdf

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5 commenti leave one →
  1. 24 ottobre 2007 2:22 pm

    Ecco così dovrebbe essere tra di noi!!! Collaborazione totale!!!
    6 grande mara,peccato che ci dividano 600 km!
    ;-**

  2. maruzzella permalink
    24 ottobre 2007 3:34 pm

    @Sandra
    nello spirito della rete,cara :))

  3. 24 ottobre 2007 4:41 pm

    E io che pensavo che far parte della comunità europea portasse dei vantaggi: in questo caso e in molti altri sulle politiche agricole gli italiani “onesti” sono messi in minoranza.
    Sarei curioso anche di capire che peso hanno sulle riviste del comparto cibo e bevande le grandi aziende olearie italiane e quante di queste riviste daranno voce a questa legge sull’etichettatura o ad articoli correlati al problema (visto che sono nel settore cercherò di tenere il tutto sotto osservazione).

  4. giuseppe permalink
    9 novembre 2007 11:37 pm

    Mi permetto soltanto di dire, che i guadagni sulle frodi alimentari legate all’olio d’oliva sono diventate maggiori di quelle derivanti dallo spaccio di cocaina. Visto che per una frode alimentare devo ancora vederlo uno messo dietro le sbarre, va da se che conviene di piu’ fregare un acquirente ignaro, che farsi beccare con la polverina nella saccocia. L’EU, cosi’ come l’Italia, subisce le lobby a peso morto, e questo produce cazzate co(s)miche tipo: un prodotto certificato OGM free puo’ contenere lo 0,9% di OGM. Senza voler entrare nel merito degli OGM che sono come i danni provocati dai cellulari: tutti ad aspettare un paio di decenni per vedere chi muore prima, sembra quasi un battuta di cattivo gusto dire: e’ free ma potrebbe non esserlo. Ma magari i legislatori euroscemi sono dei gran burloni e siamo noi ad aver perso il senso dell’umorismo e non capire la farsa.
    Giu

  5. giuseppe permalink
    9 novembre 2007 11:56 pm

    Ach… ho dimenticato una considerazione su questa cosa della legge “che tanto la dovranno abrogare”: non e’ che anche a voi puzza di chiara messinscena per poter dire “noi almeno ci abbiamo provato” e potersene vantare a tempo debito e nel fratempo tenersi buoni i potentati che li sovvenzionano? Quelli di prima hanno fatto le stesse cose con altri aspetti dell’olivicoltura, sia chiaro che non si salva nessuno.
    I politici sono tutti uguali, a prescindere dal colore delle mutande che portano. Ciao :))
    Giu

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