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pappabuona

19 novembre 2007

Il cibo, alla fine di tutto, è solo memoria, ricordo, dopo aver mangiato è la sola cosa che vi resta. Lo scrive Marco nel suo ultimo post, ed è come se lo avessi scritto io.

Quando andiamo in certi ristoranti noi non spendiamo una ragguardavevole cifra semplicemente per mangiare, noi non compriamo solamente uno splendido pasto ben servito, sarebbe poca cosa. Noi compriamo il ricordo dell’emozione che quel cibo ci dà e che resterà con noi per il resto della vita. Perchè il buon cibo, tutto il buon cibo, è quello che ci coccola e ci ingolosisce, quello che non appena ne assaporiamo un boccone ci fa chiudere gli occhi e mugolare di piacere,  è quello che ci consola dalle durezze della vita e ci restituisce per un attimo l’infanzia perduta. Insomma, pappabuona. Credo che ogni cuciniere e chef degno di questo nome non possa fare altro che pappabuona.

Le cose si complicano se i ragazzini vengono nutriti a kinderferrero e quattrosaltinpadella,  futuri adulti a cui sarà preclusa la possibilità anche della più piccola delle epifanie, e perciò infelici.

E mi raccomando, andate a vedere Ratatouille. 

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10 commenti leave one →
  1. 20 novembre 2007 7:20 am

    La scena del deja-vù in quel film è assolutamente la quintessenza del cibo.
    Difatti credo che quello non sia un classico film per bambini, e neanche per adulti, a meno che questi non siano: chef, sous-chef, patron, food blogger (non tutti), direttori di guide e pochissimi altri :)
    Grazie
    Marco

  2. 20 novembre 2007 2:26 pm

    mia figlia Vittoria quando vede le lasagne: “Mamma, pappabuona!” col ditino indice che gira sulla guancia!
    =)

  3. 20 novembre 2007 4:11 pm

    Mara, quanto hai ragione (e con te Marco), soprattutto nelle tue due righe finali (Ratatouille a parte).
    E, porca miseria, tu le emozioni le davi: ancora ho ben impresso nella memoria il tuo entusiasmo ed il tuo amore viscerale per “il creare un’emozione”, curando il piatto dalle materie prime acquistate da venditori testati e di qualità fino al suo arrivo sulla tavola del cliente (o meglio fino al suo ritorno in cucina, dopo che il cliente lo aveva gustato).
    Mi manca molto un locale come il tuo ma, soprattutto, mi manca una Mara…. quando torni ? :-D

    PS: la scena del “rewind” in Ratatouille è la il fulcro del film: praticamente un’ora e mezza di film è stata scritta e disegnata per QUELLA scena… Commovente !!!! (ma non è un film per bambini… ma neanche per tanti adulti, come dice giustamente Loste)

  4. Vittoria permalink
    20 novembre 2007 5:58 pm

    Ratatouille…visto, e sottoscritto. La mia ‘pappabuona’? Lo zabaione al caffè che mi preparava mia madre quando ero piccola, la parmigiana di melanzane e il pane casereccio del paese di mio nonno spalmato con 1 cm di burro e tanto miele di zagara…ah, che consolazioni!

  5. 20 novembre 2007 9:30 pm

    Noi compriamo il ricordo dell’emozione che quel cibo ci dà e che resterà con noi per il resto della vita… tu riprendi Marco e io riprendo te :-) l’Emozione è il titolo del post che scrissi su Oldani e che narrai in quell’occasione, è esattamente ciò che è rimasto dopo quel pranzo, ma è solo un esempio… il cibo lascia l’emozione.

  6. 20 novembre 2007 11:12 pm

    @Camilla
    Eh sì, “pappabuona” si impara da piccoli…

    @Vittoria
    Poi se nei ricordi d’infanzia c’è la campagna, ancora meglio!

    @Adina
    Per quale altro motivo pensi che io mi fregi del titolo di cuoca sentimentale? ;)

  7. 21 novembre 2007 5:25 pm

    Parole sante!
    Anche noi da quella parte e nel nostro piccolo cerchiamo di affrontare quotidianamente lo scontro con l’omologazione dei cibi, il supermarket, i bimbi cresciuti coi 4 salti (gli darei 4..schiaffi…ai genitori però!) e tutto il resto. Il cibo è vita, umanità, pensiero e cuore. Un saluto.
    Ste-

  8. 21 novembre 2007 10:00 pm

    @Ste-
    Benvenuto! Schiaffi ai genitori…Ci vorrebbero. Penso che una delle cause dell’obesità dei bambini italiani sia la perdità dell’autorità genitoriale. Nutrire un figlio è un impegno serio.
    Un saluto anche a te.

  9. 22 novembre 2007 9:06 pm

    ma anche la mancanza di cibi sani: quanti ragazzini fanno merenda con frutta fresca e quanti, invece, con merendine piene di additivi e grassi ?

  10. 22 novembre 2007 9:33 pm

    @Jacopo
    Non è mancanza di cibi sani, ma di scelte alimentari e di stile di vita. La frutta fresca ancora costa meno delle merendine. L’altro problema è la sedentarietà, i bambini si devono muovere. Sembra che nel giro di pochissimi anni la loro vita sia peggiorata, ma questo purtroppo è il mondo che cambia.

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