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a crudo

21 dicembre 2007

Quand’ero piccola mangiavo pochissime cose. Non ero inappetente – per fortuna di mia madre, ma l’assortimento che accettavo nel piatto era alquanto limitato. Inutile dire che le verdure nemmeno a parlarne, le foglie cotte suscitavano il mio più vivo rifiuto, e tuttora col minestrone ho un rapporto conflittuale. Nel corso degli anni le cose sono molto cambiate anche perchè ho scarsa proprensione per il gusto dolce, mentre prediligo l’acido e l’amaro. Verso i 17 o 18 anni ruppi il ghiaccio con il piatto in apparenza meno probabile per una riconciliazione, e cioè con i broccoletti a crudo, amari e forti per la gioia del mio palato.

A crudo perchè stufati, quindi senza preventiva lessatura. Noi romani amiamo molto questa cottura che permette di avere molto con poco (vedi anche i fagioli a corallo). La realizzazione è infatti semplicissima. Si tratta di mettere in un ampio tegame la verdura scelta insieme a olio, aglio, e un elemento aromatico che può essere vino bianco – come in questo caso – o pomodoro; si incoperchia e si mette il fuoco il più basso possibile utilizzando anche una retina spargifiamma. Non bisogna aggiungere acqua o altro liquido perchè la verdura si cuocerà nei suoi stessi succhi appassendo lentamente e assorbendo tutto il condimento. E’ evidente che non si deve andare di fretta, e la scorciatoia della pentola a pressione in questo caso non paga. I tempi si aggirano intorno all’ora e mezza-due ore, ma se si sta in casa, che problema c’è? Inutile dire che è indispensabile anche un giusto riposo, così molto meglio farli un giorno per l’altro e mangiarli scaldati. Se proprio vogliamo fare i raffinati una volta terminata la cottura e consumata tutta l’acqua, alziamo il fuoco al massimo per un minuto o due per concentrare ulteriormente il sapore.

Nello stesso identico modo faccio i broccoli.

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3 commenti leave one →
  1. 21 dicembre 2007 10:12 am

    Quella foto mi ha causato un incredibile effetto Ratatuille, ancora una volta!
    Ecco, mi rivedo ad andare in giro per i campi con mio padre in cerca di erbette (nivia, tinniruma, cicoria, ortiche) da stufare in quel modo. Buone! A volte l’aglio era soffritto con un tocco di peperoncino, poi le verdure stufate, poi tutto sugli spaghetti.

  2. 21 dicembre 2007 2:18 pm

    @Ferrigno
    Sei il lettore che mi fa i complimenti più belli. Grazie!
    Baci&abbracci

  3. 2 gennaio 2008 6:03 pm

    ;)
    Buon anno!

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