Skip to content

made in china

16 gennaio 2008

Da quest’anno possiamo acquistare le bottiglie di passata più serenamente. Le confezioni  dovranno infatti dichiarare in etichetta sia il luogo del confezionamento, che quello di provenienza dei pomodori, come previsto da questo decreto:

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO 17 febbraio 2006
Passata di pomodoro. Origine del pomodoro fresco.
          IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
                           di concerto con
              IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
 Visto il decreto del Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali, il
Ministro della salute ed il Ministro per le politiche comunitarie in data 23 settembre 2005 relativo alla disciplina della passata di
pomodoro; 
 Considerato che la passata di pomodoro e’ un prodotto ottenuto direttamente da pomodoro fresco;
 Ritenuta la necessita’ di definire l’origine del pomodoro fresco impiegato al fine di assicurare la piu’ ampia tutela del consumatore;
 Ritenuto che l’indicazione della zona di provenienza del pomodoro fresco   utilizzato   per   la   produzione   della   passata   trova
giustificazione nella circostanza di consentire al consumatore di operare responsabilmente la propria scelta senza essere indotto in
errore sulla provenienza del pomodoro;
 Visto il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
espresso nella seduta del ………
 Vista la notifica effettuata alla Commissione europea ai sensi della direttiva 98/34/CE e 2000/13/CE;
                              Decreta:
                               Art. 1.
                          Luogo di origine
 1. Nell’etichettatura della passata di pomodoro, quale definita dal decreto ministeriale citato nelle premesse, deve essere indicata la
zona di coltivazione del pomodoro fresco utilizzato.
 2. Il riferimento di cui al comma 1 puo’ essere realizzato indicando:
    a)   la zona effettiva di coltivazione del pomodoro fresco
coincidente con la Regione oppure;
    b) lo Stato ove il pomodoro fresco e’ stato coltivato.
     
                               Art. 2.
                          Entrata in vigore
 1. Il presente decreto entra in vigore il 15 giugno 2006.
 2.   I   prodotti   etichettati   fino   al 15 giugno 2006 senza l’indicazione di cui all’art. 1, possono essere venduti fino al
31 dicembre 2007.
    Roma, 17 febbraio 2006

In Italia acquistiamo 545.000 tonnellate di pomodoro conservato all’anno, per un consumo di 31 kg pro capite. Nel 2007 abbiamo importato dalla Cina 160.000 tonnellate di concentrato di pomodoro che è finito in innumerevoli confezioni di pomodoro lavorato e venduto come made in italy. La nuova normativa tutela il consumatore impedendo di taroccare legalmente il prodotto. Mi chiedo però perchè il legislatore ha deciso di occuparsi solo della passata e non di tutte le lavorazioni derivate dal pomodoro concentrato.

La Cina ha iniziato a coltivare pomodori nel 1990 e oggi occupa il terzo posto nella produzione mondiale dopo Stati Uniti e Italia. Ritengo legittimo sospettare la presenza di additivi non propriamente salutari. A questo punto, speriamo nei controlli. 

Advertisements
9 commenti leave one →
  1. 16 gennaio 2008 11:03 pm

    A proposito di etichette, mi dai una mano?

  2. 16 gennaio 2008 11:15 pm

    @Maurice
    A far che? Ti prego non il meme…

  3. 17 gennaio 2008 12:08 am

    Gran bella notizia cara mara!
    Un abbraccio

  4. jajo68 permalink
    17 gennaio 2008 11:37 am

    Eventuali additivi a parte mi pare pazzesco che l’Italia importi così tanto pomodoro dalla Cina….. :-(

  5. 17 gennaio 2008 11:42 am

    @Jajo
    Questo è il nuovo mondo globalizzato. Può non piacere ma non abbiamo scelta. E cmq non siamo in grado di produrre tutto il pomodoro che consumiamo.

  6. Giu permalink
    17 gennaio 2008 11:11 pm

    Comunque jajo68 non vi preoccupate: fatta la legge trovato l’inganno. Questione di tempo (per sentirne parlare, perche’ chi deve truffare, si e’ gia’ attrezzato da tempo). Qualcuno inventera’ che il pomodoro turco-cinese portato in grecia diventara’ greco ed europeo, e qualcun altro poi lo prendera’ e lo portera’ in Italia senza controlli come pomodoro italiano. Cosa si beccano i signori che fanno cio’? Ben poco direi, se considerate che nell’ambiente si dice: meglio trafficare con l’olio che con la coca. Questo perche’ con la cocaina finite in galera, con le sofisticazioni dell’olio invece vi beccate al massimo delle ammende ed un giudizio scarsino di tribunale fra 10-15 anni. Quindi… figuriamoci se i pomodori certificati diventeranno un problema per certa gente. Il vero problema invece, secondo me e’ il solito: bisogna educare la gente a capire i prodotti. Se costa meno della meta’, siamo onesti, non possiamo pretendere che sia il top della produzione.
    Vabbeh… il solito dente avvelenato… :)))))
    ciao
    Giu

  7. jajo68 permalink
    18 gennaio 2008 10:48 am

    Eh si, anche dell’olio ne avevamo già parlato…. :-(

  8. 18 gennaio 2008 5:08 pm

    Intanto qui in American hanno approvato la vendita di carni da animali clonati e senza obbligo di confessare il fattaccio sull’etichetta. Che gioia! Gia’ la carne era ormonata e geneticamente modificata, adesso abbiamo fatto terno.

  9. 19 gennaio 2008 5:03 pm

    @Lajules
    Se non l’hai già letto ti consiglio vivamente “Carne” di Ruth L. Ozeki.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: