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l’ultimo giorno

3 febbraio 2008

Sabato 2 febbraio è stato per Domenico l’ultimo giorno di lavoro al mercato rionale Laurentino. Da lui compravo mozzarella di bufala e latticini pugliesi, olive, frutta secca, baccalà, pomodori e porcini secchi. Insomma un banco importante. Il giorno prima avevo sentito dire a una cliente dal signore che si vede in secondo piano sulla destra che chiudevano e l’indomani sarebbe stato l’ultimo giorno di apertura. M’è preso un colpo, e adesso dove li vado a comprare il baccalà e la mozzarella? E i datteri che piacciono tanto a mio padre? Subito si è attivato il mio pessimismo, fortificato per l’occasione dagli eventi politici di questi giorni: ecco l’ennesino segno del degrado che avanza, i piccoli che fanno qualità sono costretti a chiudere, questo Paese è un disastro, possibile che pure un ragazzo così sveglio…

Appunto. Siccome Domenico è un ragazzo sveglio,  se ne va in Spagna ad aprire una fraschetteria, cioè a fare tapas con i prodotti italiani. Alla fine del mese parte per Malaga per organizzare le cose, trovare un locale e farsi un’idea, nonchè cercare un corso di lingua perchè non parla ancora lo spagnolo. Mi racconta che lui è di Barletta e ha fatto l’alberghiero, ed è da tanto che pensava a questo trasferimento, ma sua moglie si è convinta solo da poco a fare il grande passo: “Da noi è dura, e con questi che verranno (la destra che probabilmente vincerà le elezioni) sarà peggio, che ci sto a fare qui?”

Mi ha rassicurato circa la reperibilità dei suoi prodotti, che saranno venduti dalla collega del banco accanto, Anna Maria, umbra e figlia del norcino di Via Torre Argentina, alla quale mi ha subito presentato: “Mi raccomando trattala bene, è un amica”.  Con questo passaggio di consegne, risollevata dal pensiero di un altro banco vuoto, non ho potuto che augurargli il meglio per il suo progetto. Ad maiora, come dicevano gli antichi.

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5 commenti leave one →
  1. Lory permalink
    3 febbraio 2008 1:36 pm

    Bravo Domenico!!!
    Come nn appoggiarlo?

  2. 4 febbraio 2008 9:37 am

    In bocca al lupo a Domenico, allora!

  3. 4 febbraio 2008 7:21 pm

    Cara Mara da circa tre anni lavoro nel commercio, come sai ho un negozio di libri e giornali, posso confessarti che devo ogni giorno lottare con un governo(anche locale) e con un sistema di distribuzione (spesso in regime di nonconcorrenza) dei prodotti che agevola la GDO in ogni modo, a scapito di chi come me crede nel lavoro che ha intrapreso e che cerca di ritagliarsi a gran fatica uno spazio: si può fare ma è veramente dura, per cui capisco bene la scelta di Domenico.

  4. 4 febbraio 2008 10:26 pm

    beh, che dire a Domenico?
    due cose, sperando che apprenda presto lo spagnolo…
    !qué làstima que te vayas!
    ciononostante…
    !suerte!

  5. 4 febbraio 2008 10:43 pm

    Questa è la verità: siamo tutti sull’orlo di una crisi di nervi. Chi ha coraggio (ed altre cose) se ne va.
    Dicono che solo il 10% dei locali in Italia riesce a campare: per caso non è lo stesso che fa tutt’altri traffici? (A Trento ne hanno chiuso 27 perchè si tirava e si fumava)

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