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zuppa di bieta e fagioli

6 dicembre 2008

Una volta, quando avevo il ristorante, una signora mi chiese della verdura.  “C’è della bellissima bieta, appena cotta”.  Ma non riuscii a chiederle se la volesse in agro o ripassata col pomodoro, perchè immediatamente mi rispose:  “la bieta se la mangia lei” (a Roma questo e altro!). Evidentemente la signora detestava della bieta quello che a me invece piaceva, e cioè quel suo netto, inconfondibile sapore di terra. Che non mi suscita la libidine del broccoletto, nè mi stuzzica come una cicorietta ripassata. La terrosità della bieta è per me fresca e piacevolmente rilassante. Scottata con olio e limone è benessere puro, mentre stufata con aglio, olio e pomodoro cambia completamente registro per diventare succulenta e appetitosa.

La zuppa che presento oggi  declina  senz’altro la bieta in quest’ultimo modo.  Chissà se alla signora sarebbe piaciuta. Non è una ricetta di famiglia, ma l’ho scoperta per caso in  un ristorante dove cucinava ogni tanto un’anziana madre. Cibo assolutamente tradizionale,  assolutamente buono e assolutamente semplice.  L’ho ricreata ricordando i sapori che avevo in bocca.

  1. Soffriggete in olio evo una generosa dose di aglio e del peperoncino.
  2. Aggiungete la bieta in foglie e fate appassire a fuoco dolce.
  3. Trasferite la verdura su un tagliere, tritatela al coltello e aggiungete poco pomodoro e acqua qb.
  4. Aggiungete anche la quantità necessaria di borlotti preventivamente lessati, regolate di sale e dialbrodo*, e fate andare tutto per un’oretta.
  5. Servite caldo ma non bollente,  con o senza crostini, e un bel giro d’olio evo di buona struttura.

* Il dialbrodo merita una dissertazione specifica. Provvederò in uno dei prossimi post.

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14 commenti leave one →
  1. Anonimo permalink
    7 dicembre 2008 2:01 pm

    aspettiamo affascinati …

  2. 7 dicembre 2008 2:02 pm

    mi hai fatto ricordare di una mia giovanissima cameriera che a un cliente che, riferendosi al cannolo, le rispose “Se lo mangi lei” lei ribattè con “lei è un gran porco e maleducato” Il cliente scoppiò in un fragorosa risata. Fortunatamente, almeno, non gli mancava il senso dell’umorismo… perchè io non avrei proprio saputo cosa dire.
    Per quanto riguarda la zuppa, io adoro i legumi e combinati alla bieta sono proprio un abbraccio affettuoso in queste prime e fredde giornate (almeno per me) d’inverno

  3. 7 dicembre 2008 3:25 pm

    @Giovanna
    “Se lo mangi lei” dev’essere una replica in uso tra clienti poco educati. Però a Roma non è grave, è solo una nota di colore.
    La prossima zuppa la faccio tal quale ma al posto dei fagioli uso i ceci.
    Un abbraccio

  4. Lucia permalink
    7 dicembre 2008 6:16 pm

    Una sola parola: miamm…

    Lucia

    http://www.radicchiodiparigi.wordpress.com

  5. claudio permalink
    7 dicembre 2008 8:19 pm

    ma adesso pure le zuppe te sei messa a fà se andiamo avanti cosi la prossima volta che ci incontriamo ti devo mostrare un documento di riconoscimento perchè mi sarò ingrassato claudio

  6. 8 dicembre 2008 8:31 am

    ‘nc’ha capito ‘n…. bé lasciamo stare ne mangerei a vaginate in quaksiasi modo proposta.
    Senti questa del dialbrodo la devo capire, quindi mi metto qui e aspetto fiducioso ;)
    MArco

  7. 8 dicembre 2008 8:32 am

    :))))))) chiaramente intedevo VAGONATE da vagone ferroviario :))))

    Va bé … ridete ridete :))))))))))

  8. 8 dicembre 2008 8:58 am

    @Loste
    ‘Sta tastiera! refuso fantastico! Dillo però che l’occhietto era ancora cisposo di sonno…..

  9. 8 dicembre 2008 10:09 am

    Occhietto cisposo, tastiera piccola, riconglionimento galoppante :)))

  10. 13 dicembre 2008 10:38 am

    @Loste eeeeeeeeeeeeeeee,
    mi sto a ammazzare dalle risate, sei un mito

  11. marcoboccaccio permalink
    15 dicembre 2008 9:43 pm

    pure questa… meraviglia di semplicità. domani sera me la faccio! (e come la vedresti col riso?)

  12. 16 dicembre 2008 12:12 am

    @Marco
    Il riso è un’ottima scelta.

  13. marcoboccaccio permalink
    17 dicembre 2008 3:06 pm

    provata ieri sera, con e senza riso. ottima accoppiata (dico bieta e fagioli), e il riso ci lega benissimo…

  14. Paky permalink
    16 febbraio 2009 1:34 pm

    ricetta della nonna vuole la scarola riccia però coi fagioli
    provare per credere, io mangiavo tutto quello che la nonna cucinava
    e ogni tanto me le ripropongo certe cose (per non parlare dei dolci)

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