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dialbrodo

13 febbraio 2009

Mia madre negli anni Sessanta era una signora parecchio ‘avanti’, come si usa dire. L’olio si andava a prendere una volta l’anno dal produttore in Sabina, la pasta era De Cecco, e la minestrina non si faceva con il dado, ma con una misteriosa polverina che si vendeva in farmacia, e si chiamava ‘naturalbrodo’, oggi  in ogni supermercato con il nome di ‘dialbrodo’ (nella versione classica, vegetale, alla carne, e pure iposodica!). Lei non faceva come le signore della pubblicità che usavano il dado al posto del sale, mettendolo indiscriminatamente in zuppe e arrosti, sughi e polpette; lei prima di tutto sceglieva la materia prima, che di quello doveva sapere il cibo, e mai avrebbe aggiunto il dado per ‘dare sapore’, visto che poi  di dado avrebbe saputo. Un’evenienza da scongiurare. Aveva nei confronti dei cubetti al glutammato una snobistica, quanto sacrosanta avversione, dello stesso genere di quella nutrita per i quiz di Mike Buongiorno. I dadi me li ricordo cattivi, con quel sapore di conservato, di salato stantio che proprio no. Così per fare le minestrine serali c’era la polverina color miele.

Sono cresciuta amando il brodo, perchè mia madre negli anni Sessanta lo faceva tutti i lunedì, eppure quelle minestrine non erano male, tant’è che – quando capita – me le faccio ancora nello stesso identico modo, con lo stesso granulare solubile. Il dialbrodo però ha degli usi paralleli piuttosto interessanti. Siccome è  a base di glutammato, può essere usato per esaltare  il sapore di alcuni piatti specifici, con i quali sembra avere una sorta di affinità elettiva.  Sono comunque sempre minestre. Lo metto in tutte le zuppe di verdura a cominciare dal minestrone, non va invece sui legumi perchè se ne distingue il sapore, ma due sono quelle in cui è indispensabile: pasta e patate e pasta e piselli. Metterlo o non metterlo fa un sacco di differenza. Con i piselli poi, si sposa così bene che lo metto sempre, in qualunque modo li cucini.

Non sono di quelli che crede alla sindrome da ristorante cinese, e in termini di gusto ritengo che il problema dei dadi non sia il glutammato, ma il resto degli ingredienti. Perciò, quando funziona, uso il dialbrodo.  Le cucine delle nostre case non sono quelle dei ristoranti, dove ci sono a disposizione brodi, fondi e salse sempre freschi, perciò il brodo granulare è il benvenuto. Ma il dialbrodo non è l’unico esaltatore di sapidità che ho a disposizione. Una buona pasta d’acciughe è utilissima, come pure del buon pepe nero dosato con discrezione.  E poi faccio una “base” molto saporita facendo soffriggere aglio e olio,  aggiungo del vino bianco che riduco della metà circa, butto l’aglio ed ecco pronto un fondino che uso per pasta, pesce e carne.

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14 commenti leave one →
  1. 13 febbraio 2009 8:39 pm

    il dialbrodo!
    l’ho giusto comprato l’altro giorno, trovato per caso al supermercato, presa anche io da un attacco di nostalgia…

    seguiro’ il consiglio per la pasta e patate (l’ultima mi e’ venuta bene, anche se non dovrei dirmelo da sola…)….il fondino aglio-olio e vino me lo segno perche’…gia’ mi sembra di sentrne il profumo…

    :-)

    p.s. mia mamma il brodo (di manzo) lo faceva la domenica…
    ricordo che la cena era pastina in brodo, bollito…e 90o minuto con paolo valenti alla tv in cucina con i vetri appannati..

  2. 13 febbraio 2009 10:52 pm

    @La Gatta
    Questo, mia cara, è il vero potere del cibo…

  3. 14 febbraio 2009 1:01 am

    Il Dialbrodo l’ho assaggiato in una bustina-campione, e non mi ha suscitato nessuna emozione: evidentemente ci vuole un background affettivo. Per me, invece, esiste l’estratto di carne Liebig. Che non è mai stato usato in casa mia (il brodo si faceva e si fa ancora, animale e vegetale, ed era imprescindibile).
    Il Liebig mi fornisce il tipo di gusto umami che prediligo, nonostante credo sia privo di glutammato. Però c’è anche la Marmite, che invece è droga pura.

  4. 14 febbraio 2009 8:16 am

    @O.d.C.
    Per un periodo li ho usati insieme per le minestrine, il dialbrodo e l’estratto liebig, ma dopo un paio di attacchi di colite ho smesso.
    Che cos’è la Marmite?

  5. 14 febbraio 2009 9:32 am

    questo dialbrodo mi manca, non credo ci sia qui ma lo cercherò

    per il Marmite
    http://www.ilovemarmite.com/marmite-faq.asp

  6. 14 febbraio 2009 1:53 pm

    Estratto di lievito. Una porcata molto usata nei paesi anglosassoni, e anche in Svizzera sotto altri nomi. Il brodo lo fa schifosetto, ma spalmata su pane nero e burro è il tripudio dell’umami. Spacca in due la popolazione, tanto che il loro sito (che ho linkato nel mio, essendone io addict) ci sono due ingressi: uno per chi la ama e uno per chi la odia. :-)

    http://www.marmite.com/

  7. 16 febbraio 2009 1:10 am

    sophiairis, che ha cambiato nick e indirizzo ma che continua a seguirti indefessamente :*

  8. tiana permalink
    16 febbraio 2009 8:59 am

    ciao maruzzella come stai? ti ricordi?sai anche io ho il ricordo di quelle minestrine addirittura le adoravo con i formaggini,ma a casa mia non se ne faceva un gran uso,come io non lo faccio nella mia . ma lo sai che i miei figli me lo chiedono?ti ricordi mamma quella minestrina….e io che congelo il brodo di carne per usarlo a mo’ dado!!!un abbraccio e complimenti per questa tua creazione che come al solito da mille cose da imparare

  9. 16 febbraio 2009 2:08 pm

    Sono felice che qualcuno finalmente almeno contempli l’uso di un “aiutino” come questo.
    Siamo tutti d’accordo, credo, che il brodo vegetale fatto con le verdure sia meglio di quello fatto col dado ma, come dici tu, le nostre cucine non sono cucine di ristoranti provviste di tutto quel ben di Dio.
    Per cui quando un fondo o un brodo li si puó preparare a casa ben venga, altrimenti per cortesia dàtecela ‘sta benedizione a usare aiutanti artificiali o trucchetti casalinghi.
    Proveró appena posso questo Dialbrodo (se lo trovo qua in Germania).
    Complimentissimi, ti seguo sempre.

  10. 16 febbraio 2009 3:53 pm

    @Tiana
    No, la minestrina col formaggino proprio non rientra nella mia memoria gastro-affettiva, però ognuno ha la sua! :-)
    Ciao

    @Mariù
    Eh sì, gli ‘aiutini’ vanno sdoganati, altrimenti sarebbe impossibile la vita in cucina. Detesto i fondamentalismi di qualsiasi genere, in cucina poi….

    @Cuoreblù
    Sophiairis, mi fa piacere che ci sei sempre. Lascia qualche traccia dei tuoi passaggi :-)

  11. 20 febbraio 2009 3:37 pm

    cara mara io so arrivata a farmi il dado vegetale e quello “animale” a casa… ne conservo barattoli in frigo e lo uso per condire e anche per farmici le minestrine la sera, ma soprattutto per farle alla iena bionda!!!!
    p.s. ne ho così tanti che quasi quasi te ne do un po’ quando ci vediamo!!!!

  12. 20 febbraio 2009 6:20 pm

    @Veronica
    Ne voglio un po’, sicuro! Ma…ci vediamo??? Adesso sto male io!

  13. josette permalink
    25 febbraio 2009 6:19 pm

    Ma questo è un post liberatorio!!
    Anche io aggiungo sempre il preparato per brodo ai piselli, ma ogni volta che lo spolvero sulla padella mi aspetto un fulminaccio da San Francesco Caracciolo.
    Ma, sdoganamento degli aiutini a parte, in realtà penso che la curiosità stia alla base della passione per il cibo e non s’è mai visto un curioso “selettivo”: io sono per il “chi non risica non rosica”…

  14. ALicE permalink
    4 novembre 2009 3:49 pm

    Anche io faccio il dado in casa… Poi lo distribuisco agli amici… Tutta un’altra musica!
    Alessandra

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