Skip to content

zuppa di lenticchie alla moda di Ventotene

13 maggio 2009

Prima di andare a Ventotene non sapevo che lenticchie e basilico fossero uno di quegli abbinamenti perfetti, uno di quei gusti “nella mente di Dio”. Data la presenza del basilico è un piatto estivo per eccellenza e mi accompagna ormai ogni anno  per tutta la stagione da quella vacanza, quando tornai con 2 kg di lenticchie acquistate a un prezzo sconsiderato dalla padrona di casa, che mi diede anche la ricetta della locale zuppa. Ventotene è famosa per le lenticchie, come del resto molte altre isole del Mediterraneo che offrono un habitat ideale per questa leguminosa che cresce quasi selvatica.  Come al solito nel mio stile, la ricetta è rustica, supersemplice e supersaporita. E come al solito in questi casi, il risultato dipende quasi esclusivamente dalla materia prima.  Siccome è  probabile che le lenticchie di Ventotene siano destinate all’autoconsumo, non esitate a spendere per un prodotto che proviene dalla Piana di Castelluccio, o da Santo Stefano di Sessanio, o da qualche altra zona vocata nell’Appennino.

Anche in questo caso siamo in presenza di tipicità mediterranea al 100%. Tipicità di terra, ovviamente. Se la volete di mare, basta aggiungerci un bel misto di crostacei scelti tra quelli meno dolci: granchi, astici e mazzancolle.

  1. In una pentola mettere  le lenticchie, abbondante aglio e abbondante basilico, pomodoro qb, olio evo di bella robustezza, peperoncino e acqua qb.
  2. Far cuocere per almeno due ore con  un filo di fuoco. Al termine della cottura tutto, compresa una parte delle lenticchie, dovrà risultare sciolto.
  3. Salare,  freddare e regolare la densità a piacere (un indigeno mi disse che il cucchiaio doveva restare dritto).
  4. Servire a temperatura ambiente con dei crostini e un bel giro dell’olio di cui sopra.
Advertisements
22 commenti leave one →
  1. 13 maggio 2009 4:29 pm

    Sto guardando la foto, le papille in festa, l’occhio triste da braccobalda.
    E’ sempre un piacere leggerti, a presto

  2. jacopo permalink
    13 maggio 2009 5:25 pm

    Conosco molto bene la piana di Castelluccio e la sua lenticchia (anche lì l’ho pagata uno sproposito ma da un vecchietto di quasi 80 anni che ogni mattina va a coltivare il suo pezzetto di terra…: meritava :-D). Spero di tornarci tra un mesetto, proprio nel massimo della fioritura: ogni anno è diversa…
    Le lenticchie di Ventotene invece è molto più difficile trovarla :-(

  3. 13 maggio 2009 9:02 pm

    sarà fatto, chef…
    sarà fatto..

    questo e la puttanesca di sotto…

    invece… si può fare l’angolo della richiesta?
    mi trovo con un certo numero di zucchine…oltre che al vapore (che a me piacciono, semplicemente con un po’ d’olio e aceto balsamico, ma non è che posso mangiarmele così tutte…), idee e suggeriemnti per renderle appetitose e meno noiose?

  4. 13 maggio 2009 10:15 pm

    Conosco molto bene questa zuppa, l’altra estate l’ho mangiata spesso ed ho anche le lenticchie originali!
    Comunque, anche a Ponza è in uso la zuppa praticamente uguale e ce l’hanno le lenticchie anche lì!
    Buona…

  5. giovanni permalink
    18 maggio 2009 10:23 pm

    Sicuramente proverò la ricetta però ho 2 dubbi/domande.
    La prima riguarda le lenticchie. Da noi(umbria) i vecchi dicevano di cuocerle in due acque,per un quarticello la prima(da buttare)e a cottura la seconda,ed effettivamente la prima acqua è scura e quasi densa, per cui mi chiedo come possa conciliarsi con una cottura cosi lunga.La seconda viene di conseguenza, secondo me dopo due ore è tutto sciolto, la mia esperienza di lenticchie mi dice che dopo due ore hai una crema piuttosto che una zuppa.
    Dimmi tu,grazie

    • 19 maggio 2009 2:50 pm

      Le lenticchie in foto hanno cotto due ore, e sono di provenienza marchigiana, acquisto coop. Credo che il metodo di cottura dipenda da come le vuoi fare. Come al solito le tecniche variano col territorio. Questa zuppa deve un po’ disfarsi, e le due ore sono necessarie perchè si possa formare ‘quel sapore’ che prevede il disfacimento dei singoli ingredienti. In parte, non del tutto, anche delle lenticchie. Sempre quell’indigeno mi disse che la zuppa a fine cottura doveva avere l’aspetto della cioccolata, quindi una bella mappazza. A me piace tenerla densa, senza arrivare a quel punto, le lenticchie si devono ancora vedere – e sentire!
      Direi che la prima volta la puoi fare come da ricetta, e poi adattare ai tuoi gusti e alle tue abitudini.

  6. la Gatta permalink
    21 maggio 2009 9:16 am

    ma se si vuole provare la variante con frutti di mare (che mi intriga parecchio) a che punto vanno messi?

    • 25 maggio 2009 4:20 pm

      Lasci prima di tutto la zuppa un po’ acquosa a metà cottura unisci le carcasse. In ultimo i crostacei.

  7. 28 maggio 2009 3:02 pm

    mi piace moltissimo questa zuppa di lenticchie e basilico, la farò! Perchè le lenticchie non le ammolli? Tutti i tipi o solo quelle che lo riportano sulla confezione?

    • 28 maggio 2009 5:19 pm

      come mi ha insegnato mamma, le lenticchie sono l’unico legume che non va ammollato.

  8. la Gatta permalink
    3 giugno 2009 1:22 pm

    fatta anche questa

    gnam gnam…

    :-)

  9. 6 giugno 2009 11:48 pm

    la splendida torre medicea di Santo Stefano di Sessanio ora non svetta più. Sigh :(

  10. Lucia permalink
    11 giugno 2009 7:02 pm

    mamma maruzzella, io con le tue ricette salivo, salivo, sempre salivo. Slurp

  11. 23 giugno 2009 12:26 pm

    Adoro molto le lenticchie,ma questo piatto lo lascio per i giorni freddi,metto da parte la ricetta che preparerò quando fuori c’è freddo e la voglia di stare in cucina a preparare piatti caldi è tanta!

  12. irenekitchen permalink
    25 giugno 2009 8:07 am

    Mi hanno detto che Ventotene è un posto bellissimo… e adesso nel mio immaginario diventa ricettacolo di un accordo perfetto nella mente di Dio.

    Credo che farò prima a provare le lenticchie con il basilico che a riuscire a visitare il luogo.

    Grazie!

    http://cucinasenzasenza.wordpress.com

  13. enzo permalink
    11 ottobre 2009 6:10 pm

    io le lenticchie le mangio crude, addensate col miele: uno snack squisito
    tranquilli ho 61 anni e anche la dentiera
    non abbate paura
    ciao
    enzo

  14. 20 ottobre 2009 12:49 pm

    domenica scorsa son ripassata su questa ricetta che già mi aveva attratto parecchio quando l’hai pubblicata.
    visto che avrei avuto ospiti il giorno successivo (ieri) ho pensato fosse perfetta potendola preparare in anticipo e potevo cogliere l’occasione per l’esperimento.
    è venuta perfetta e hanno leccato la pentola! questo nonostante le lenticchie standard del supermercato, pensa con quelle “giuste”!
    come al solito grazie per aver condiviso con noi questo sapore “nella mente di Dio”
    lilli

  15. 20 ottobre 2009 1:08 pm

    ah…ho usato questo http://en.wikipedia.org/wiki/Urfa_Biber
    devo farci un post….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: