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il prezzo del pane

26 settembre 2007

I media trasformano anche le notizie più serie in tormentoni insopportabili. L’aumento dei prezzi delle materie prime agricole, in particolare dei cereali e dei grani, non è cosa da poco. E’ dall’inizio dell’estate che siamo bersagliati da annunci di aumenti a venire o già avvenuti, che si levano alti lai sui costi della rosetta e dello spaghetto, con inchieste e inchiestine che versano fiumi di inchiostro per restare inchiodati alla superficie descrittiva dei fenomeni  tra sciatteria e pressapochismo.

Il prezzo del frumento è fermo da più di vent’anni mentre nello stesso periodo il pane è aumentatato del 419% (La Repubblica, 19/09/07). E’ anomalo l’andamento del prezzo del frumento, non quello del pane, e i fornai, che fanno un lavoro duro in cui la farina incide sul costo del prodotto finito solo per il 15%, non possono che aumentare i prezzi. In via di principio è giusto. La categoria si lamenta che c’è stata una contrazione dei consumi del 25% e che molti forni soppravvivono a stento. Verrebbe di dar loro ragione. Ma quello che i media non dicono è che il pane dei suddetti è diventato immangiabile, senza più nessuna delle caratteristiche che ne hanno fatto l’alimento simbolo della nostra cultura. Perchè il consumatore deve spendere tanto per una prodotto scadente? Se a Roma il pane è cattivo,  a Milano non va meglio. “Io sono in guerra da anni con il pane di Milano. Lo strutto aggiunto, perfino nel pane al latte, mi confessò un panettiere, fa male, non la fetta di mortadella o di salame, ma le porcherie che ci mettono dentro, dallo strutto senza sapere in quale percentuale, agli antifungini. Dopo qualche giorno, il nostro pane, invece di essere secco, resta molliccio e puzza. Una volta con il pane grattugiato si facevano le cotolette, si guarnivano i cibi al forno, verdure al gratin ecc. Ora si deve buttare via quando avanza. I panettieri si facciano un esame di coscienza prima di piangere miseria.” Si sfoga così una lettrice in un commento sul Corriere della Sera .

L’altra cosa che i media non dicono è che il prezzo del frumento continuerà a salire per un periodo anche piuttosto lungo. Segnalo questo articolo de L’Espresso che fa un po’ di luce sull’argomento. L’accesso allo sviluppo di miliardi di persone ha reso la domanda di generi alimentari di prima necessità superiore all’offerta. Il fenomeno infatti riguarda il mondo intero, segno della globalizzazione tanto temuta. Ad aggravare la tendenza al rialzo si aggiungono il riscaldamento del pianeta e la corsa al biofluel.

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5 commenti leave one →
  1. Vittoria permalink
    26 settembre 2007 5:11 pm

    E io aggiungo che anche il pane di Palermo è di pessima qualità (tranne in qualche rara oasi della panificazione).
    Troppo zucchero nell’impasto, utilizzo di strutto di pessima qualità, antifungini, lieviti chimici, sesamo scadente (il famoso sesamo che fa tanto ‘pani c’u ciminu’) e lievitazione incompleta…fanno sì che il pane comprato in negozio sia ‘filante’ e, il giorno seguente, duo come un sasso e puzzolente, in certi casi. In altri, a volte, ci si aggiunge l’eccessiva dolcezza e l’essere indigesto.
    Che tristezza ;-(

  2. maruzzella permalink
    26 settembre 2007 6:59 pm

    @Vittoria.
    Sì, proprio una tristezza. Ancor più in Sicilia, dove il pane è realmente alimento base. Io non compro più il pane da due anni, me lo faccio da sola con il lievito madre, con soddisfazione realizzativa e goduria palatale. Ho intenzione di dedicare a questo argomento una intera sezione del blog. Se sei interessata, seguimi.
    Un saluto

  3. 27 settembre 2007 10:50 am

    E finalmente ti rileggo e ti rivedo
    t’ho scritto una lunga email, controlla
    un bacio Gio’

  4. 27 settembre 2007 2:06 pm

    la mia email ggiuliam@gmail.com
    io ne ho una vecchia tua ma non so se e’ ancora valida
    un bacio

  5. 27 settembre 2007 3:40 pm

    Il pane a Torino, tranne rari casi (tipo Eataly, farine bio del Molino Marino, forno a legna)è di pessima qualità e di questo sono tristissimo.
    Sono convinto anch’io che nel futuro i prezzi delle materie prime alimentari aumenteranno, per cui chi ha terra e la coltiva se la tenga ben stretta.
    Mara scusa ma non potrò fare il meme a cui mi hai invitato causa iperlavoro, guarda che ti aspetto sempre qui a Torino.

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